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“…in figura di melograna spaccata; vicino
al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno sprone di roccia,
metà sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due metà,
a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all’altro,
trafelate come staffette dei Cavalleggeri del Re…”. Così
Gesualdo Bufalino descrive Modica, gioiello del barocco siciliano,
crocevia di culture, oggi dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco
e resa celebre dall’antica ricetta del suo cioccolato. Modica,
che diede i natali al poeta Salvatore Quasimodo, la “città di
merletto” come è stata soprannominata, è divisa in Modica Alta
e Modica Bassa e si distende scenograficamente sui due versanti
di un’ampia gola rocciosa. Soggiornare a Modica significa riscoprire
emozioni dimenticate, camminando lentamente per vicoli acciottolati,
salendo e scendendo per antiche scale, scoprendo scorci di palazzi
dagli elaborati balconi in pietra e ferro battuto, laboratori
artigianali nascosti, scenografiche vedute di chiese e tetti,
giardini segreti con grotte e fichi d’india.
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